Il djansang dei camerunesi e l'akpi degli ivoriani sono lo stesso seme, quello del Ricinodendron heudelotii, un grande albero delle foreste africane. Tostato e poi pestato, addensa le salse e conferisce loro un sapore di nocciola, con una punta di amarezza. Sacchetto da 100 g, in grani interi.
Cos'è il djansang?
È il gheriglio essiccato del frutto dell'albero: un piccolo seme rotondo, molto ricco di olio. Il suo nome cambia da un paese all'altro: njansang o djansang in Camerun, akpi in Costa d'Avorio, wama in Ghana, okhuen in Nigeria, essang altrove in Africa centrale. Non è frutta a guscio ai sensi della normativa sugli allergeni. È la tostatura in padella a rivelarne l'aroma.
Come si usa?
- Tostate i semi a secco per qualche minuto in padella, finché non profumano.
- Pestateli o frullateli con un po' d'acqua, per ottenere una pasta liscia.
- Aggiungete questa pasta alla salsa 10-15 minuti prima della fine della cottura: la addensa e la rende vellutata.
Calcolate uno o due cucchiai di semi per una salsa per quattro persone. In Camerun, il djansang fa la salsa gialla e insaporisce le marinate di pesce alla brace. In Costa d'Avorio, l'akpi entra nella salsa alle melanzane, nella salsa chiara e nel kedjenou.
Con cosa abbinarlo?
Per fare più in fretta: djansang macinato THE LIONS, già in polvere. Le spezie delle salse camerunensi: rondelle in grani BOUBA e mbongo tchobi NUMBER ONE. Lato ivoriano: il gnangnan macinato. Sul blog: la guida al djansang e la ricetta del kedjenou. Tutto il reparto: cucina camerunense.
Informazioni sul prodotto
- Marchio: THE LIONS
- Contenuto: sacchetto da 100 g, in grani interi
- Ingrediente: semi di djansang (Ricinodendron heudelotii)
- Allergeni: nessuno dei 14 allergeni a dichiarazione obbligatoria per natura
- Conservazione: in luogo asciutto e fresco, in un vasetto chiuso



