Diversi piatti tradizionali dell'Africa occidentale, dell'Africa orientale e dei Caraibi sono interamente vegetali per natura, senza che sia necessario modificarne la ricetta: legumi, cereali, radici e verdure ne costituiscono da tempo la base. Eccone una selezione verificata, con l'origine e gli ingredienti di ogni piatto.
Frittelle e piatti a base di legumi
Il niébé, chiamato anche fagiolo dall'occhio, è la base di diversi piatti senza prodotti animali. L'akara è una frittella di niébé nata presso il popolo yoruba, in Nigeria e Benin: i fagioli ammollati vengono frullati con cipolla e peperoncino, poi fritti, senza uovo né farina. Il moin moin nigeriano utilizza lo stesso legume, cotto al vapore in una foglia di banano con olio di palma, cipolla, aglio e peperoncino; alcune versioni aggiungono un uovo o del pesce affumicato come guarnizione facoltativa, restando il fagiolo la base.
Amidi senza prodotti animali: manioca, mais e fonio
Il foufou di manioca, originario dei popoli akan del Ghana, si prepara con farina di manioca, acqua e sale. L'attiéké, semolino di manioca fermentato della Costa d'Avorio presentato in questa guida, segue lo stesso principio prima di essere servito con un accompagnamento a scelta. In Togo e Benin, l'ablo è un piccolo pane di mais e riso cotto al vapore, composto da farina, lievito, zucchero e acqua.
Verdure e frutta, crude o fritte
Nei Caraibi francesi, l'insalata di chayote e l'insalata di papaya verde si preparano con l'ortaggio o il frutto crudo, e una vinaigrette al lime, aglio e olio. Il platano verde, fritto due volte, dà origine ai tostones dei Caraibi ispanofoni, senza altro ingrediente oltre a olio e sale. Nell'Africa orientale, in Kenya e Tanzania, le foglie di cavolo verde stufate con cipolla e pomodoro (sukuma wiki) accompagnano una pasta di farina di mais (ugali): un pasto quotidiano senza carne nella sua versione base.
Due tradizioni culinarie riconosciute come vegane
La cucina ital, sviluppata dal movimento rastafari in Giamaica a partire dal 1930, esclude ogni prodotto animale per scelta spirituale: privilegia legumi, radici e noce di cocco. In Etiopia ed Eritrea, la Chiesa ortodossa tewahedo prescrive giorni di digiuno, il tsom, durante i quali non si consuma alcun prodotto animale: il misir wat (stufato di lenticchie rosse), lo shiro (purè di ceci o fagioli) e il gomen (foglie di cavolo verde) ne sono i piatti più comuni.
Bevande interamente vegetali
Il bissap senegalese infonde i calici essiccati dell'ibisco con zucchero di canna e zenzero. Il gnamakoudji dell'Africa occidentale spreme lo zenzero fresco con acqua, zucchero e lime. Il succo di tamarindo e il succo di baobab (bouye), entrambi originari dell'Africa occidentale, si preparano a partire dalla polpa del frutto diluita in acqua zuccherata.
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