In breve
- Il miondo: un bastoncino di manioca fermentata, avvolto in una foglia e cotto al vapore
- Origine: il litorale camerunese, specialità del popolo sawa, intorno a Douala
- Ingredienti essenziali: manioca, foglie di banano o di marantacee
- Accompagna il ndolé, il pesce alla brace e le grigliate
Origini e storia culturale del miondo
Il miondo è un bastoncino di manioca fermentata, pestata e poi avvolta in foglie prima di essere cotta al vapore. La parola deriva dal duala, la lingua del popolo sawa che abita la regione litoranea del Camerun, intorno a Douala. Presso i Beti, una preparazione simile porta il nome di ébobolo, più conosciuta come bobolo; in Congo, l'equivalente si chiama chicouangue, la chikwangue. Il miondo si distingue per bastoncini più sottili del bobolo e per un sapore leggermente acidulo ereditato dalla fermentazione della manioca.
Questa fermentazione, che dura diversi giorni prima della pestatura e della cottura, rende la manioca commestibile eliminando i composti naturalmente presenti nel tubero crudo, una fase indispensabile a tutte le preparazioni di manioca fermentata dell'Africa centrale. La modellatura in bastoncini sottili e sodi, spesso affidata a donne esperte, resta un saper fare tramandato nelle famiglie del litorale camerunese.
Quali sono gli ingredienti essenziali del miondo
La preparazione del miondo richiede pochi ingredienti, ma un lungo tempo di fermentazione e un gesto preciso per modellare i bastoncini.
- Manioca fresca
- Foglie di banano o di marantacee
- Acqua, per l'ammollo e la fermentazione
- Spago o fibra vegetale, per legare i bastoncini
Cosa sapere sul miondo
Il miondo è un bastoncino di manioca fermentata, pestata, avvolta in foglie di banano o di marantacee e cotta a vapore. Specialità del popolo sawa, intorno a Douala, è più sottile del bobolo e ha un sapore leggermente acidulo. Si taglia a rondelle e si mangia freddo o tiepido, con le mani, insieme al ndolé, al pesce brasato o alle carni alla griglia.
Domande frequenti sul miondo
Che sapore ha il miondo?
Il miondo ha un sapore leggermente acidulo, ereditato dalla fermentazione della manioca, con una consistenza compatta ed elastica. Più sottile del bobolo, si taglia a fette e si mangia freddo o tiepido, con le mani.
Con cosa si mangia il miondo?
Il miondo accompagna tradizionalmente il ndolé, il pesce brasato e le carni alla griglia. Sostituisce il pane o il riso come accompagnamento delle salse speziate della cucina del litorale camerunese.
Dove trovare gli ingredienti del miondo in Francia?
NKOSI non vende manioca fresca da far fermentare in casa, ma propone la chikwangue già pronta, una pasta di manioca fermentata cotta sottovuoto e una preparazione simile al miondo, oltre a farine di manioca, e li spedisce dalla regione di Parigi entro 24-72 ore lavorative, in Francia metropolitana (2-3 giorni lavorativi) e in dieci paesi europei. L'ordine minimo è di 39 €: in Francia la consegna in un punto di ritiro è gratuita, e la consegna a domicilio lo è a partire da 69 €.



